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Non guardare quello che fanno gli altri (però un pochino sì)

19 Apr 2019

Inutile negarlo, spesso e volentieri tendiamo a guardare quello che fa il nostro vicino (nel caso della nostra azienda il nostro competitor) e troppo spesso ci facciamo prendere dalla foga e se lui fa qualcosa la dobbiamo fare a tutti i costi anche noi. A volte però la rincorsa per cercare di stare al passo con gli altri ci porta solo a frustrazione, non ci lascia il tempo di pensare a cosa davvero ci serve e soprattutto ci porta fuori dalla strada verso il raggiungimento dei nostri obiettivi.

Scegli gli obiettivi, traccia la strada e seguila

La prima cosa da fare quando vogliamo lanciarci nella comunicazione online è dedicare del tempo alla scelta dei nostri obiettivi: perché siamo online? Cosa vogliamo farne del traffico al sito? Che cosa e come vogliamo raccontare la nostra attività? Quali sono i nostri obiettivi di business? Sono domande che troppo spesso non ci fermiamo a fare e così rischiamo di investire tempo e denaro in azioni che alla fine non ci portano da nessuna parte.

I nostri obiettivi possono essere accrescere la notorietà del nostro brand, avere più iscritti alla newsletter, aumentare le vendite o altro ancora. Una volta deciso l’obiettivo dobbiamo disegnare la strada da percorre per arrivarci. Prendiamo come esempio la nostra volontà di aumentare gli iscritti alla newsletter e di volerlo fare tramite Facebook. Iniziamo quindi diverse campagne di raccolte contatto, mandiamo mail di alto valore ai nostri iscritti, magari regaliamo anche un 10% di sconto sul primo acquisto per chi si iscrivere così da incentivare gli utenti a lasciarci la loro mail. Tutto procedere per il verso giusto, i numeri aumentano e aumentano anche le vendite.

Improvvisamente ci rendiamo conto che il nostro competitor ha quasi abbandonato Facebook, pare abbia puntato tutto su Instagram e a noi viene la voglia irrefrenabile di seguire la stessa strada per cercare di portargli via i clienti che sono su quella piattaforma. Abbandoniamo così la strada che avevamo tracciato e il nostro obiettivo si allontana sempre più. Perché? Perché su Instagram abbiamo iniziato da zero, lui ci lavorava già da un po’, non abbiamo seguito quella piattaforma e mettiamoci anche che il nostro target non è lì ma su Facebook, dove eravamo prima.

Il valore aggiunto

Non adeguiamoci al tono di voce che hanno i competitor e al loro stile di comunicazione. Il rischio è quello di non farsi riconoscere e di confondersi con gli altri. La nostra azienda ha di sicuro qualcosa che gli altri non hanno: puntiamo su quello e facciamone il nostro punto di forza (e no, essere leader di settore non vale!).

Proviamo con degli esempi. Abbiamo un B&B in Valle d’Aosta ricavato da una vecchia struttura e ne abbiamo mantenuto gli elementi architettonici che la caratterizzano. In più abbiamo deciso di dare un nome ad ogni stanza e di raccontarne la storia fortemente legata alla tradizione valdostana e a preparare le crostate della colazione c’è nonna Luisa. Il nostro competitor diretto è un altro B&B che non ha legami forti con il territorio, le stanze sono tutte uguali e ha i prezzi più competitivi dei nostri. Qui abbiamo un valore aggiunto che non ha prezzo. Puntiamo tutto sullo storytelling: raccontiamo delle storie alle persone, facciamole innamorare dell’aria genuina e autentica che si respira. Questo è quello che ci differenzia ed è quello che poi ci farà scegliere rispetto ai nostri competitor (a prescindere dal fatto che il nostro B&B costa di più).

Copiare dai competitor: no, però…

Non copiamo gli altri: come detto prima ci renderà omologati al resto. Non dobbiamo guardare agli altri, cercare di andare nella loro stessa direzione e mettere in campo le stesse azioni, però non possiamo nemmeno lavorare senza guardare quello che ci circonda. Osservare, capire perché una cosa funziona, quello che ci piace e quello che non ci piace può aiutarci a trovare il nostro modo di parlare e di comunicare e ci può dare stimoli a fare meglio o mostrarci cose che non avevamo preso in considerazione. 

Lasciarsi ispirare è lecito, copiare no. L’ispirazione poi può arrivare da qualsiasi ambito, non per forza da realtà come la nostra. Magari un food blogger può darci l’ispirazione per comunicare in modo più diretto con i nostri utenti anche se noi non ci occupiamo di ristorazione. Un’azienda di sapone può affascinarci con il racconto degli ingredienti a km0 e che fanno bene all’ambiente e darci l’idea per fare lo stesso nella nostra attività di catering a domicilio.

La competizione su Internet si fa sempre più accesa. Gli strumenti che il web mette a disposizione delle aziende sono molto più abbordabili rispetto al modo più tradizione di farsi pubblicità (spazi su quotidiani, radio o tv), ma non sono gratis. Inoltre abbiamo la community che ha un forte valore e che dobbiamo saper utilizzare.

Impara ad ascoltare

Prima di prendere in considerazione l’idea di cambiare la strada che abbiamo deciso di intraprendere per arrivare ai nostri obiettivi, ascoltiamo gli utenti. Cerchiamo di capire dove si muovono, che cosa fanno su Internet, in quali luoghi cercano i prodotti o servizi che offriamo e cerchiamo di intercettarli lì. Se il nostro competitor si è lanciato su Instagram, ha senso che lo facciamo anche noi? Magari con un’analisi accurata del mezzo ci rendiamo conto che sì, i nostri potenziali clienti sono lì perché è su Instagram che cercano ispirazione per come arredare la cucina e noi abbiamo i prodotti che rispondono a quella domanda. Ma non limitiamoci a questo. Instagram per professionisti che vendono servizi può essere il mezzo per parlare alle persone e mostrare il proprio lavoro, incuriosire o creare la domanda per cui noi siamo specializzati a rispondere.

In conclusione, non facciamoci accecare da quello che fa il nostro vicino, anche se l’erba del suo giardino sembra più verde. Concentriamoci sulle bellissime rose rosse che tutti si fermano ad ammirare. Allo stesso tempo però facciamo caso a quel fertilizzante che sta usando: potrebbe tornare utile anche ai nostri fiori.

Erica Rudda

Consulente di marketing digitale

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