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Vendere su Facebook

Vendere su Facebook

Vendere su Facebook è una delle prime cose che mi viene detta quando chiedo ad un nuovo cliente quali sono i suoi obiettivi, qual è la sua idea da sviluppare sui social e in particolare su Facebook.

Chiariamo subito che su Facebook non si vende, così come nemmeno sugli altri social (ad oggi, 28 marzo 2019, Instagram sta testando la possibilità di vendita diretta ma non sappiamo se e quando sarà disponibile, quando in Italia e se sarà un’opzione per tutti i profili business) . Su queste piattaforme le aziende parlano ai loro clienti e potenziali tali, danno consigli su come utilizzare i loro prodotti, ispirano, fanno vedere le novità. Non possiamo pensare di aprire una pagina e iniziare a bombardare gli utenti di messaggi promozionali. Le persone sono su Facebook per svago, per vedere cosa fanno gli amici, per leggere qualche notizia simpatica e per condividere le proprie fotografie, di sicuro non per fare shopping.

Quindi, perché non riusciamo a vendere su Facebook e più in generale sui social? Come vendere su Facebook e aumentare il fatturato con l’utilizzo dei social?

Pochi ma buoni: il funnel di vendita

Il percorso che porta l’utente semplice a diventare un cliente si chiama in termini tecnici funnel, ovvero imbuto, ha come scopo la conversione e può essere ciò che ci manca per riuscire a vendere su Facebook. Dal nostro imbuto entra chi viene intercettato grazie al sito web, ai social network, ai webinar, ai seminari, ai volantini, ai biglietti da visita, alle fiere di settore, alla pubblicità cartacea, insomma, qualsiasi tipo di azione di marketing che stiamo facendo. Qui abbiamo persone varie, non profilate, che magari non rientrano nel nostro target, che non sono potenziali clienti e che nemmeno conoscono la nostra attività. Queste persone si dicono traffico freddo.

Da qui dobbiamo andare a scremare il pubblico in modo da renderlo traffico caldo e acquirenti dei nostri prodotti/servizi. Bisogna tenere bene a mente che sparare nel mucchio non serve, al contrario dobbiamo prendere bene la mira per colpire chi siamo quasi sicuri sia interessato a ricevere il nostro messaggio. L’utente va accompagnato lungo il percorso che lo porterà alla vendita, attuando diverse strategie.

funnel_vendita_facebook

L’importanza del target

Un altro motivo per la mancata vendita online può essere il target. Forse le persone che ci seguono possono non essere i nostri potenziali clienti. Abbiamo aperto la tua pagina Facebook e poi hai invitato tutti gli amici a mettere mi piace? Ma siamo sicuri che loro siano le persone alle quali si rivolge il nostro prodotto?

Prima di far partire qualsiasi tipo di azione e di investimento pubblicitario dobbiamo fermarci a riflettere a chi vogliamo parlare e creare quindi un messaggio adatto a quel tipo di pubblico specifico. Per esempio, se vendiamo zaini per la scuola elementare dobbiamo andare a colpire i genitori che hanno dei figli tra i 6 e gli 11 anni e che hanno magari già espresso il loro interesse verso materiale di cancelleria per i bambini. Capiamo bene quanto possa essere inutile far vedere lo stesso messaggio pubblicitario a ragazzi di 18 anni, senza figli e che frequentano il liceo.

Allo stesso modo è importante il dove lanciamo il nostro messaggio. Riprendendo l’esempio di prima andare su Facebook può essere una valida soluzione, inutile invece la ricerca di quel tipo di cliente su Twitter.

Sfrutta Facebook e il suo potere di remarketing

Facebook ha qualcosa che gli altri social non hanno: il pixel. Cos’è il pixel di Facebook? Altro non è che un pezzo di codice da aggiungere al nostro Internet e che ci permette di tener traccia delle azioni che compiono gli utenti. Non starò qui a dilungarmi (uscirà un post dedicato), ma tramite questa funzione possiamo per esempio creare un’inserzione specifica per quelle persone che hanno messo il nostro prodotto nel carrello e poi non hanno comprato. La forza di questo piccolo pezzetto di codice è incredibile e ci permette di portare gli utenti alla fine nel nostro imbuto, verso l’azione che più ci interessa: l’acquisto.

Le persone al centro

È vero tutto quello che abbiamo detto in precedenza, ma ricordiamo che chi vive i social network sono le persone. Persone normali che hanno problemi da risolvere, vite più o meno frenetiche, hanno interessi tra i più diversi e soprattutto tutti abbiamo poco tempo. Inutile avere siti perfetti lato SEO e indicizzati tra i primi risultati di Google se poi chi li visita non trova le informazioni di cui ha bisogno o nulla di interessante da vedere. Inutile pubblicare solo post promozionale sui canali social se poi nessuno visualizza. Curare i contenuti è fondamentale come fondamentale è ricordarsi che ci rivolgiamo sempre a delle persone. Creiamo post utili, divertenti, interessanti che portino le persone a sceglierci, ed entrare nel funnel, perché il brand ha una sua anima, perché è diverso, perché si rende umano e perché dà loro valore.

Concludendo: vendere su Facebook si può?

Sì, ma non direttamente. Abbiamo bisogno di sapere qual è il nostro target, le sue abitudini, su quale piattaforma possiamo trovarlo e pensare a un budget pubblicitario da investire. Inoltre non è possibile vendere direttamente sul social blu (le vetrine Facebook oggi sono più utili a mostrare i prodotti, non è possibile vendere direttamente senza far uscire gli utenti dal social blu), dobbiamo per forza avere un’altra piattaforma (un sito) dove il cliente possa concludere il processo di acquisto.

Hai mai provato a vendere su Facebook? Com’è andata? Quali strategie hai adottato? Raccontamelo nei commenti!

Social-ristorazione: come farla?

Social-ristorazione: come farla?

Mettetevi nei panni dell’utente medio che inizia la ricerca del ristorante dove fermarsi per cena. Qual è la prima operazione che vi viene in mente? Sì, tirereste fuori dalla tasca il vostro smartphone e iniziereste con una ricerca su Google: “ristorante Aosta” per esempio. Da quella semplice ricerca sceglierete dove andare a mangiare. Aggiungeteci poi che magari volete fare bella figura con la vostra nuova ragazza, con vostra moglie per l’anniversario, con i colleghi o gli amici e sicuramente andrete a cercare il menu proposto, foto della location e dei piatti e probabilmente le recensioni di chi ci è già stato. In questo quadro trovate la vostra attività? Ci siete online? E soprattutto, ci siete nel modo giusto?

Ristorazione online

Essere reticenti nell’uso di Internet per la vostra azienda non servirà a nulla: che lo vogliate o no stanno già parlando di voi. Cercando un ristorante su Facebook, per esempio, possiamo trovare pagine non reclamate dal proprietario ma che contengono foto e post di clienti. Per non parlare poi della geolocalizzazione di chi posta la foto del piatto sul proprio profilo Instagram o gli hashtag associati all’attività. Riuscire a sfruttare questo parlare e avere lo spazio di far sentire la propria voce è proprio quello che fanno i social network.

Come iniziare la comunicazione online di un ristorante

Innanzitutto una regola che vale per qualsiasi tipo di brand che si affaccia per la prima volta nel digitale: non aprite tutti i canali disponibili se i vostri potenziali clienti non comunicano lì o se non siete sicuri di riuscire a presenziarli al meglio. Fatevi un giro sui vari social e cercate di capire dove potreste farvi spazio e dove questo tipo di conversazioni sono già presenti. È un passaggio che fa parte di quella che in gergo viene definita analisi di listening.

Create uno spazio di comunicazione vostro

Di che cosa sto parlando? Del sito web. Se domani i social network dovessero chiudere e tutta la vostra comunicazione si basasse sugli account che avete aperto sulle diverse piattaforme perdereste tutto. Niente più recensioni, niente foto, niente utenti. Il sito vi permette di scrivere ciò che volete, di inserire qualsiasi tipo di contenuto e di personalizzare ogni singola parte. Potete sfruttare la funzione blog per scrivere articoli che possano essere utili a chi vi legge e che vi aiuterebbero nel posizionamento sui motori di ricerca.

“Sì, ok Erica, ma cosa ci metto sul sito? E che cosa pubblico sul blog?”

Il sito deve essere prima di tutto informativo. Avete quindi bisogno di una grafica che rispecchi il tipo di locale (il sito web di un ristorante stellato non potrà avere lo stesso stile di una pizzeria), dovete raccontare chi siete, che cosa vi contraddistingue, qual è la vostra filosofia, mettere delle fotografie sia dei piatti che del locale e pubblicare il menu. Sempre di più chi decide di mangiare fuori vuole sapere prima di entrare che cosa proponete e quanto costa.

Il blog può servirvi per attirare potenziali clienti raccontando la storia del locale, presentando lo staff, lo chef, raccontare com’è nato il nuovo menu o un nuovo piatto, insegnare come riprodurre a casa qualche pietanza che si trova sulla vostra carta, i migliori abbinamenti vino-cibo. Insomma, di argomenti ce ne sono davvero tantissimi.

Presidiate i social network

I social dove sicuramente la comunicazione del food funziona meglio sono Facebook e Instagram per due motivi diversi. Facebook serve da contenitore di informazioni, possiamo aggiornare la clientela sugli orari di chiusura, pubblicare il menu, decidere di postare dei video, possiamo mettere orari di apertura di chiusura, qual è il range di prezzo del nostro locale, si possono lasciare recensioni e tantissime altre funzioni utili a chi vuole saperne di più. Con Instagram tutto questo non si può fare ma si può (e si deve) puntare tutto sul visual stuzzicando la curiosità (e l’appetito) di chi navigando incrocia le nostre fotografie. Inutile dire quindi che il materiale che andremo a postare deve essere di qualità e non delle foto scattate con il cellulare in condizioni di luce pessima.

Non ignorate poi Google My Business, la scheda aziendale di Google che compare quando facciamo una ricerca. È molto semplice crearne una e vi porterà via davvero poco tempo, ma ha degli ottimi riscontri di posizionamento su Big G.

Non illudete i vostri potenziali clienti

Le immagini di stock sono assolutamente vietate così come farvi passare per il ristorante che non siete. L’immagine che date della vostra azienda su Internet deve rispecchiare quella che il cliente ritrova offline. Se nel vostro locale nonna Pina fa la pasta fatta in casa con il sugo che le è stato tramandato e serve dei piatti abbondanti e succulenti, non ha senso fare delle fotografie dallo stile minimal che diano la sensazione di una cucina ricercata ed elegante. Anzi, nel caso del locale con la nonnina ai fornelli potete far leva proprio su questo e ricamare delle storie che possano avvicinare i clienti e farli affezionare. Cercate di trasmettere l’atmosfera del locale anche sui social.

Bene, questo era un primo post sul grande argomento della comunicazione per ristoranti e più in generale per il food. Continuate a seguirmi qui sul blog e sulla mia pagina Facebook per rimanere aggiornati sui prossimi articoli. Se avete degli argomenti che vi stanno particolarmente a cuore lasciateli nei commenti. Saranno un ottimo spunto per i futuri post.

Come fare soldi su Instagram

Come fare soldi su Instagram

Come guadagnare su Instagram

Oggi sui social spopolano i tanti amati e odiari influencer. Parliamo di grandi nomi come Chiara Ferragni, Dan Bilzerian, Kim Kardashian passando poi per attori, cantanti e personaggi dello sport. Anche tu però puoi diventare un influencer e guadagnare con Instagram e altri social.

Ma quanto si guadagna su Instagram?

Intanto rispondo a un’altra domanda: si possono fare i soldi su Instagram? La risposta è chiaramente sì. I guadagni dipendono molto dal numero di followers e dal tipo di collaborazioni che si stringono con le aziende. Sono proprio le aziende i soggetti interessati a scovare gli infuencers più o meno grandi e in linea con il proprio brand. C’è chi si “accontenta” di ricevere prodotti gratis e chi invece chiede anche un compenso in cambio di un post sponsorizzato. I numeri giusti partono intorno ai 50 mila fan a salire e se sei bravo puoi arrivare a chiedere anche più di 500 euro a post, ma c’è chi può guadagnare anche 5000 € a fotografia.

Come diventare famoso su Instagram

1. Fai crescere il numero di fan

Ci sono due strade per aumentare il numero dei followers su Instagram: quella lunga e faticosa e quella breve e molto rischiosa (oltre che eticamente scorretta). La prima prevede anni di pubblicazione costante, prove, fallimenti, studio del pubblico, foto e copy convincenti e creativi. Sicuramente la strada per emergere richiede più tempo, ma costruirai intorno a te una community affezionata. La seconda necessita di pochi elementi tra cui la tua carta di credito. Il web è disseminato di siti Internet per comprare followers. Tutto molto bello, basta il numero della carta. Attenzione però perché Facebook e i suoi amici stanno facendo la guerra a questi portali. Potresti rischiare ritrovarti senza seguaci dalla sera alla mattina.

2. Sfrutta gli hashtag

Pubblicare una fotografia su Instagram senza hashtag non ti porterà a nessun risultato. Gli hashtag sono delle parole precedute da # e servono a identificare l’argomento del post e a raggruppare tutti quelli che fanno parte di una categoria. Capisci che inserirsi nel flusso delle immagini che vengono caricate su Instagram e intercettare possibili followers interessati ai tuoi argomenti è fondamentale.

Approfondisci qui.

3. A che ora pubblicare su Instagram?

Il tempismo è tutto e su un social come Instagram pubblicare la foto giusta al momento giusto è la chiave per il successo. Quando pubblicare? Quando chi ti segue è online. Da qualche tempo anche i profili Instagram sono dotati di statistiche come nelle pagine Facebook. Ti basterà passare al profilo business e il gioco è fatto. In più utilizzare degli strumenti per la programmazione dei post ti aiuterò a non perdere l’attimo perfetto.

4. Foto e video di qualità

Scattate delle foto e girate dei video di qualità. Ormai tutti siamo abituati a vedere ogni giorno centinaia, se non migliaia, di immagini. Su un social che si basa sul visual non potete fare a meno di avere contenuti di ottima qualità. Devono invogliare le persone a mettere like, commentare e seguirvi per vederne di altre. No alle foto scattare con il flash del telefono in una stanza senza luce. Sì a panorami mozzafiato, impiattamenti che Chef Cracco levati, animali (gattini forever), foto in bikini dell’ultima vacanza ai Caraibi. Attenzione però a rimanere aderenti al tema che percorre il vostro profilo.

5. Stories come se piovesse!

Ormai tutti abbiamo capito la funzionanità di Instagram e delle sue stories. Fai entrare i tuoi seguaci nella quotidianità e più è bella ed entusiasmante più piacerà. Anche qui come nelle fotografie del feed puoi usare hashtag e geolocalizzazione per ampliare il raggio di coloro che visualizzeranno i tuoi contenuti.

Guadagnare soldi con i social tramite la visibilità che possono darti è possibile. A mio avviso non è una cosa da tutti; non tutti hanno quel qualcosa in più che può far affezionare la gente e farti diventare popolare nel mondo di Internet. Lavorando giorno per giorno con impegno e costanza puoi ritagliarti la tua fetta di pubblico e iniziare la tua scalata verso l’Olimpo degli influencer.

Tu cosa ne pensi? Quali sono secondo te le caratteristiche fondamentali che deve avere un influencer (o aspirante tale)?

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